Perché è importante studiare i mass media? – III Parte

 

I mezzi di comunicazione di massa – ci siamo detti nel post precedente – occupano una posizione assolutamente centrale nel determinare l’esito del processo di costruzione della realtà che ognuno di noi mette in atto quotidianamente. Ciò accade perché sono diventati, per gli esseri umani contemporanei, fonti facilmente accessibili e fruibili per la rielaborazione di significati anche molto complessi. In altri termini, i media producono, o quantomeno contribuiscono a distribuire su larga scala, molti dei «mattoni elementari» (concetti, idee, opinioni e immagini della realtà) che compongono il modello semplificato di ambiente all’interno del quale ogni essere umano agisce. Un «patrimonio di senso» e di rappresentazioni «pre-formattate» della realtà sempre più sovente utilizzati come guida pratica di orientamento nella complessità del mondo.

Non sfugge a questa dinamica nessuna dimensione dell’organizzazione sociale contemporanea, dall’etica ai valori, della religione all’impegno civico, dalla cultura al consumo, dal costume alla politica. Proprio a partire dalla sfera politica, per esempio, hanno preso le mosse i contributi teorici storicamente più rilevanti nella Communication Research [Mazzoleni 1998 ; Wolf 2001]. Pur senza limitare esclusivamente al media system le possibilità dello spazio del pubblico dibattito, è pur vero che sempre più il concetto contemporaneo di spazio pubblico (la sfera pubblica habermasiana[pop up o glossario]) tende a divenire spazio pubblico mediatizzato, luogo nel quale «i media vengono ad occupare il ruolo di perno della comunicazione ascendente e discendente tra pubblico dei cittadini e sistema della politica» [Mazzoleni 1998: 23]. I media, insomma, sono «l’arena pubblica» [ivi: 26] nella quale viene prodotta una porzione sempre crescente delle informazioni sulle vicende politiche nazionali e internazionali, nella maggior parte dei casi fornendo agli individui la migliore approssimazione possibile di un oggetto, la realtà politica, in continua evoluzione e mutamento. Un’immagine che, come chiariscono bene McCombs e Shaw nello storico articolo in cui per la prima volta introducono la locuzione agenda setting [pop up o glossario], è per molti l’unica disponibile [McCombs e Shaw 1972].

Ma cosa succede, di preciso, in ciascun mezzo di comunicazione di massa? Lo vedremo in dettaglio nella IV parte di questo thread inaugurale. Tanto non scappate, vero?

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